11 dicembre.
Ecco siamo giunti, finalmente, alla fine di questo percorso, di quest’ avventura dutata circa 3 mesi.
Bene all’ inizio del corso pochi erano coloro i quali avevano creato un proprio blog sul web, oggi posso affermare che il web sembra essere più ricco e più ” affollato ” di nuovi blog (tra cui il mio!!!).
Sinceramente non avevo mai pensato di creare un blog mio personale, ma frequentando e seguendo il corso di Software per la gestione dell’ informazione ho iniziato piano piano a crearne uno. Sono partita da zero e posso dire che all’ inizio non ero molto pratica nel gestire il blog, nell’ inserire le ricerche, poi però ho continuato a costruirlo di volta in volta.
Oggi vedendo i risultati posso ritenermi soddisfatta; anche se essendo la mia prima esperienza ci saranno di sicuro aspetti da rivedere e da migliorarli.
A questo punto non mi resta altro che salutare tutti i miei visitatori.

La comunicazione è fatta di dati, informazione e conoscenza.
I dati sono dei fatti, fenomeni che descrivono eventi o situazioni senza interpetrarli, quindi in un certo qual modo si parla di dati oggettivi.
L’ informazione è un messaggio che cerca di definire e interpetrare dati al fine di poter indicare un senso e un’ utilità.
La conoscenza è l’ insieme di dati e informazione; essa risulta essere una vera e propria entità mutevole.
C’ è da dire però che gestire la conoscenza non è molto semplice, nel senso che bisogna prima trasformare il sapere in conoscenza e poi selezionare le informazioni ritenute più utili. Le informazioni possono provenire da fonti interne o da fonti esterne.
Quando si parla di informazione si parla di una molteplicità di informazioni e per questo è necessario selezionarle in base al valore, all’ affidabilità e all’ accuratezza.
A questo punto c’è da dire che una volta reperite e selezionate le informazioni vengono memorizzate e poi rese accessibili.
I dati e le informazioni possono essere conservati dalle tecnologie informatiche, o ancora dai tanti e diversi documenti come per esempio nel documento aziendale.

All’ interno di un’ organizzazione aziendale l’ insieme delle informazioni e dei dati costituisce un vero e proprio asset strategico che và in un certo qual modo considerato con particolar attenzione.E’ importante assicurarsi un buon livello di qualità del dato, anche se ciò non è molto semplice, soprattutto quando ci si trova in un contesto in cui il flusso dell informazioni diviene sempre più complesso; questo perché aumentano i punti di accesso delle informazioni, le relazioni tra le varie aziende, i vari prodotti e le offerte.
A questo punto c’è da dire che quando si parla di “ qualità del dato” si parla del livello di aggiornamento, del livello di complessità e del livello di accessibilità del dato stesso.
Certamente tutto questo dipende anche dalla capacità delle singole aziende a saper o meno gestire e usare l’ informazione all’ interno dell’ azienda.
L’ informazione è sempre stato un elemento di straordinaria importanza e negli ultimi decenni ancora di più in ambito aziendale, perché è proprio attraverso l’ informazione che l’ azienda stessa prende decisione e fa delle scelte.

All’ interno di un’ azienda, di un’ organizzazione, di un’ ente la redazione di un documento è uno dei momenti più “ delicato “ e più importante dal punto di vista comunicativo. Lo scopo del documento aziendale è proprio quello di comunicare e di far conoscere lo status, l’ identità aziendale, la mission, la vision ( cioè l’ obiettivo principale di un’ azienda).
Il documento aziendale può comprendere anche aspetti relativi al fatturato annuo, alle diverse politiche adottate, alle diverse relazioni che l’ azienda stessa instaura con gli altri soggetti.
Ecco che il documento aziendale può assumere differenti formati e impostazioni relative al contesto aziendale in cui esso stesso viene elaborato. La diffusione di tale documento può avvenire attraverso modalità pubbliche interne o esterne ( reti Intranet o virtual community) o attraverso formati cartacei con fogli Excel, con l utilizzo di software particolari o anche attraverso presentazione in Power Point.
C’è da dire, però, che di un documento aziendale è importante tener conto anche della dimensione grafica e stilistica, quindi evitando distorsioni linguistiche e retoriche di ogni genere e utilizzando così un linguaggio piuttosto comprensibile.

Il termine Join significa “ unione ” e quando si parla di Microsoft SQL server indica l’ unione tra le tabelle. In realtà il Join (unione) è la combinazione del contenuto di due o più tabelle e consente di generare un gruppo di risultati contenente le righe e le colonne di ciascuna tabella. Le tabelle vengono in genere unite mediante dati condivisi.

Vi sono diversi tipi di join, ma tutti si rifanno all’ algebra insiemistica.

Il Join risulta essere importante perché permette di unire e di correlare dati appartenenti a tabelle differenti tra loro o dati appartenenti alla stessa tabella ma correlati tra loro.

I dati che vengono raccolti possono divenire delle vere e proprie informazioni , questo certamente dipende dal valore che viene attribuito loro.

La funzione Inner Join permette di combinare solo quelle tabelle i cui campi soddisfano una determinata condizione. La inner join si effettua andando a cercare righe corrispondenti nelle due tabelle, basandosi sul valore di determinate colonne.
Immaginiamo, in un esempio classico, di avere una
tabella ordini e una tabella clienti. Diciamo che la prima contiene le colonne idOrdine, idCliente, articolo, quantità mentre la seconda contiene idCliente, nome, cognome.

Dalla metà del secolo scorso la mente umana è stata posta in analogia con il software, considerando quest’ ultimo come complemento ideale.

E’ vero che il software riproducendo, talvolta, le procedure mentali simula il pensiero, ma esso non è diretto all’uomo, come il generico know-how, ma alla macchina, cioè diventa operativo solo attraverso la macchina.

Il software contiene qualcosa di intellettuale, ma questo non deve trarre in inganno: il software, in quanto parte integrante ed essenziale di una macchina che sostituisce l’ uomo, è esso stesso prodotto industriale.

Con il termine software si fa riferimento ad un programma o ad un insieme di programmi di basso livello in grado di funzionare su un elaboratore (hardware).

Il termine software è costituito da due vocaboli in lingua inglese: soft (morbido) e ware ( oggetto, manufatto); il software come programma svolge il ruolo di interfaccia tra l’ uomo e la macchina, permettendo all’ utente di interagire con le componenti hardware.

A questo punto c’è da dire che la macchina digitale, nelle sue varie forme, dai grandi elaboratori fino ai portatili e ai palmari, ha radicalmente cambiato il modo di comunicare tra gli individui e lo scambio di informazioni e messaggi, grazie anche alla parallela evoluzione delle reti, dei sistemi di trasmissione, in particolare delle applicazioni di Internet e della posta elettronica.

Con il diffondersi del World Wide Web (cui spesso ci si riferisce usando la nota sigla WWW), una delle più diffuse applicazioni disponibili sulla rete Internet, si è sviluppato anche

uno speciale linguaggio denominato Hypertext Markup Language (HTML) utilizzato percostruire i documenti presenti nel Web.
Poiché HTML è un linguaggio costituito da un insieme di istruzioni (dette marcatori o tag) , necessarie per descrivere la struttura del documento è importante conoscere la sintassi, con cui i marcatori vengono introdotti all’ interno del documento.

C’ è da dire però che per creare una pagina web non è necessario conoscere il linguaggio HTML; oggi esistono comunque dei programmi che permettono di creare e aggiornare pagine Web. Anche con le ultime versioni di Microsoft Word è possibile creare una nuova pagina Web a partire da un documento di Word ed usare numerosi modelli che rappresentano i tipi più comuni di pagine.

A questo punto è bene citare qualche software che permette di creare pagine web: Frontpage, Dreamweare e Sites.

- Frontpage: è un programma sviluppato dalla Microsoft, incluso nel pacchetto Office. Una delle funzionalità più importanti di questo programma è la presenza di un sistema di navigazione automatico che crea pulsanti animati per le pagine aggiunte dal cliente.

- Dreamweare: è un programma prodotto da Macromedia che permette di creare pagine web con scritte abbastanza semplici. Questo programma riesce a seguire l’ utente dandogli anche qualche suggerimento.

- Sites: è un particolare software offerto da Google, che permette la creazione di pagine web arricchendole di vari documenti, calendari e qualt’ altro.

Un canale di comunicazione è un mezzo attraverso il quale la comunicazione avviene; nella teoria dell’ informazione il canale di comunicazione viene visto come il supporto materiale che serve per la trasmissione dei messaggi.
Negli anni 50  si diffondeva il paradigma di carattere ingegneristico che si basava sull’ idea che la comunicazione sia trasmissione e consegna dell’informazione ad altri. Proprio in questo contesto il canale assume un ruolo fondamentale nelle varie tecniche di ottimizzazione di comunicazione.

Uno dei primi elaboratori della teoria dell’ informazione e della comunicazione è  stato Claude Elwood Shannon che s’ interessava in modo particolare dei problemi tecnici ed economici relativi all’ uso dei cavi telefonici e telegrafici e insieme agli altri studiosi ha elaborato il modello della comunicazione costituito da vari elementi ( sorgente, codificatore, canale, decodificatore, destinatario, messaggio, segnale, e rumore).

 A questo è bene considerare le diverse tipologie di comunicazione, tra le tante quelle più diffuse sono due:

- comunicazione sincrona: è il tipo di comunicazione che implica la compresenza temporale dell’ emittente e del destinatario del messaggio, alcuni esempi sono le videoconferenze, chat, chat 3D (evoluzione di quelle tipiche), blog, homepage. C’è da dire, però, che diversi sono i supporti utilizzati da questi strumenti; le videoconferenze utilizzano come supporto il software CU-SeeMe e NetMeeting, e strumenti come webcam e microfoni; le chat, le chat3D utilizzano come supporto programmi come MSN Messanger di Microsoft e Pow Wow di Tribal Voice ed in generale sono chiamati sistemi di Instant messanging.

La comunicazione sincrona è poco diffusa in rete a differenza invece di quella asincrona.

- comunicazione asincrona: è il tipo di comunicazione che dà la possibilità di scegliere il momento in cui partecipare all’interazione, dato che non è necessaria la contemporanea presenza in rete delle persone coinvolte. Il mittente invia un messaggio che il destinatario leggerà nel momento più opportuno, esempio di tele categoria sono le  e-mail. Ecco la posta elettronica utilizza come softaware di gestione OutLook ed Eudora.

La comunicazione asincrona ha ottenuto un grande successo, proprio perché consente di superare le barriere spazio temporali a costi piuttosto economici.

E’ bene affermare che la comunicazione cambia radicalmente a causa del bombardamento di stimoli esterni, della pressione sui costi e dei nuovi canali di comunicazione/informazione ( internet, telefonia mobile, call center, e-mail, ecc…). 

Oggi il nuovo canale di comunicazione più diffuso è Internet che è uno strumento di grande potenzialità. Il suo utilizzo permette, senza dubbio, una comunicazione tempestiva, facilmente consultabile, diretta, veloce e personalizzabile. Sicuramente internet non è un canale sostitutivo (anche se le potenzialità ci sono), ma integrativo e incidente nelle modalità di utilizzo ad altri canali e strumenti di comunicazione. 

 

 

ANSI: è l’ acronimo di American National Standard, membro di ISO. Ansi è conosciuto come l’ organismo che regolamenta in un certo qual modo gli standard che riguardano il computer, la telecomunicazione e tante altre tecnologie.                                                                                 

Nel 1986 l’ ANSI ha emanato la prima definizione di uno standard per il linguaggio SQL, anche se l’ estensione di questa definizione è avvenuta nel 1989, conosciuta con il nome SQL-89. Succesivamente nel 1992 si è avuta la versione successiva SQL-92 o SQL-2, arricchita con nuove funzioni e in parte molto compatibile con la prima versione. Solo nel 1999 si è sviluppata un’ altra versione ( SQL-1999 o SQL-3) compatibile a sua volta con la versione del 1992.

 Lo standard ANSI SQL prevede tre diversi livelli di linguaggio: Entry SQL, Intermediate SQL e infine Full SQL. In realtà ci si aspetta uno sviluppo di implementazioni a stadi successivi che quindi permattano di passare dallo stadio più semplice Entry SQL a quello un poco più complesso Full SQL.

1 Livello Entry: è un livello che costituisce un sottoinsieme del livello Intermediate SQL.
2 Livello Intermediate: è un livello che costituisce un sotto insieme del livello Full SQL e contiene le caratteristiche più importanti in grado di rispondere alle esigenze del mercato; tutto ciò sembra essere supportato dai DBMS commerciali.
3 Livello Full: è il livello che rappresenta lo standard SQL più completo.

Le funzioni di aggregazione sono particolari funzioni native di SQL. Esse permettono di effettuare calcoli e di ottenere valori numerici in funzioni di query specifiche.

Le aggregate functions più importanti sono le seguenti:

- COUNT: funzione che viene utilizzata pe recuperare il numero di righe di una colonna. Ad esempio SELECT COUNT (*) As totale FROM nome della tabella. Questo tipo di funzione può essere utilizzato su qualunque tipo di dato.

- COUNT (DISTINCT): funzione che restituisce il numero delle diverse combinazione che non contengono il valore NULL. Ad esempio se in una colonna ci sono 10 righe: 5 contenenti il termine” musica rock”, 3 contenenti il termine ” muisca jazz” e 2 contenebti il termine ” musica hip-pop” , effettuando un COUNT DISTINCT si ottiene il numero di combinazione diverse, ovvero 3 ( musica rock, musica jazz e musica hip-hop). SELECT (DISTINCT nomeCampo) FROM nome della Tabella.

Per riassumere quindi, se avessimo una tabella di MySQL che raccoglie le registrazioni a un determinato sito, SELECT COUNT(DISTINCT) può essere utile per sapere quanti nomi diversi sono stati usati, oppure quanti diversi titoli di studio ecc.

- MAX: funzione che restituisce il valore più alto all’ interno della colonna. Per i campi numerici restituisce il numero più alto, mentre per quelli testuali ( anch nei nuovi MySQL l operazione è ammessa) seleziona il campo che secondo l’ ordine alfabetico è più avanti. A esempio due valori: ” Francesco” e “Marco” prende “Marco”. SELECT MAX(nomeCampo) FROM nome della Tabella.

- MIN: funzione che fa esattamente l’opposto della precedente: prende il valore più basso. Ecco un esempio: SELECT MIN(nomeCampo) FROM nome della Tabella.

- SUM: funzione SUM somma i valori contenuti nel campo: SELECT SUM(nomeCampoNumerico) FROM nome della Tabella.ccAnche questa funzione, va applicata ai soli campi numerici.

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